Lettera di un cattolico sudamericao al Gruppo di Ricerca e Informazione sulle Sette, Bologna.
Tomàs Moneda, l'autore della lettera collabora con "Iglesia y Libertad" bollettino di informazione in lingua spagnola vicino ai "teologi del dissenso"


 
Ravenna, 10 aprile 1998
 

 Esimio Segretario del Gruppo di Ricerca e Informazione sulle Sette

 Le scrivo per metterLa davanti alle Sue responsabilita'. Spero che
Lei sia consapevole che la Sua personale guerra contro il fenomeno del
satanismo - condotta fin dall'inizio dell'anno scorso sulle pagine di
giornali laici e cattolici - ha irresponsabilmente mietuto vittime
innocenti. Grazie alla paranoia anti-satanista da Lei condivisa e fomentata
e al Suo impegno (spalleggiato dalla Congregrazione per la Dottrina della
Fede), il Suo gruppo di ricerca ha contribuito a galvanizzare i Pubblici
Ministeri e i giudici contro alcuni ragazzi, colpevoli semplicemente di
ascoltare un certo tipo di musica e di raggranellare qualche soldo fornendo
consulenze "esoteriche".
 Mi riferisco come avra' gia' capito ai Bambini di Satana. Grazie
all'accanimento del PM Lucia Musti, supportato soltanto dalle deliranti
confessioni di un'adolescente disturbata e dalle "testimonianze" di un
bambino di tre anni piu' volte "esorcizzato" (leggi: traumatizzato), tre
ragazzi sono stati tenuti in prigione per oltre un anno senza motivo. Quei
ragazzi sono stati distrutti dalla stampa locale, rovinati per sempre,
isolati e additati come mostri. Uno di loro, Marco Dimitri, orfano di
entrambi i genitori e totalmente sprovvisto di mezzi, si trova oggi
nell'impossibilita' di trovare un qualunque lavoro, dopo essere stato
tenuto in galera e aver passato momenti di depressione cronica che lo hanno
portato perfino a tentare il suicidio (gesto deriso dai "giornalisti" de Il
Resto del Carlino).
 Ma veniamo a Lei. Nel Suo articolo "Il fenomeno del satanismo nella
societa' contemporanea", trattava il satanismo come un'emergenza assoluta,
assumento toni d'allarme e traendo conclusioni drastiche senza suffrgarle
con alcun elemento reale (cifre, esempi, precedenti). Ritengo inoltre
gravissimo che Ella non individuasse nella categoria del satanismo soltanto
gli adoratori del Demonio, ma anche "anche gruppi che non intendono
presentarsi come satanici e che affermano ad esempio di praticare riti
pagani per entrare in armonia con le forze occulte della natura, ma in
effetti evidenziano aspetti che possono permettere il loro inserimento
all'interno del multiforme mondo del satanismo". E' una frase quantomeno
sibillina e ambigua, che piu' o meno direttamente mette sotto accusa
un'intera costellazione di movimenti, filosofie, gruppi, religioni, minando
finanche alcuni principi costituzionali di questo paese.
 La mia attivita' di cattolico mi dice che se la Chiesa perde
proseliti deve piangere se stessa e pensare a nuove strategie rivolte al
proprio interno, invece di incitare alla persecuzione culturale e
giudiziaria di poche migliaia di disperati in tutto il mondo che un po' per
scherzo un po' per noia danno vita a delle contro-chiese sataniste. Questo
e' davvero cercare la pagliuzza nell'occhio altrui, senza accorgersi della
trave nel proprio occhio. Dunque alla luce di quanto accaduto e della
lettura del Suo articolo su l'Osservatore Romano del gennaio '97, mi faro'
un punto d'onore di contrastare la Vostra attivita' con ogni mezzo messomi
a disposizione dalla societa' civile.
 Ma a quanto detto fin qui deve aggiungersi anche la responsabilita'
di aver dato spazio al PM Lucia Musti nelle pagine messe a Vostra
disposizione dall'organo di stampa del Vaticano. Il fatto e' gravissimo,
dato che si trattava di una delle parti in causa di quel celeberrimo
processo. Nonostante questo, con tutto il candore del mondo, all'epoca
Lucia Musti non si e' fatta scrupolo di trarre dai deliranti racconti della
sua "superteste" materia di disquisizione giuridica.
 "Vittime di simili azioni sono perlopiu' donne, molto spesso poste
in stato di incapacita' di intendere e di volere mediante assunzione di
bevande adulterate ovvero di sostanze stupefacenti, oppure minori, anche in
tenera eta'". Le ricorda niente? Un'adolescente stuprata durante un
fantomatico rito satanico, dopo aver bevuto un caffe' al cloroformio... Un
bimbo di tre anni introdotto in una bara... Sarebbe interessante scoprire
quali e quanti casi la Musti e altri illustri articolisti (tra cui Lei
stesso) hanno potuto esaminare per riuscire a trarre conclusioni cosi'
generali ed allarmistiche e fare di certe pratiche un denominatore comune
del satanismo. Si svegli, Esimio Ferrari, siamo all'alba del Terzo
Millennio, Sua Santita' Giovanni Paolo II discute con Fidel Castro dei
destini dei paesi sottosviluppati e lotta contro il disumano sistema
capitalistico, mentre Lei e i Suoi date la caccia a Satanasso come fossimo
in pieno Medioevo.
 C'e' dell'alro. Nei giorni del processo, il Pubblico Ministero
Lucia Musti andava blaterando con alcuni dei velinari compiacenti che la
corteggiavano, di scontrarsi contro l'omerta' satanista, paragonabile, a
suo dire, a quella mafiosa. Ma nel suddetto articolo si spingeva parecchio
piu' in la':

 "Quella forza di intimidazione del vincolo associativo e della
condizione di assoggettamento e di omerta' che ne deriva per commettere
delitti, frase mutuata dall'enunciato dell'art. 416 bis del Codice Penale
(associazione di tipo mafioso), sembra ben coniugarsi, anche per il
satanismo, laddove si pensi alle condizioni particolari in cui versano gli
adepti, strumento nelle mani dei satanisti, e alle quali sopra si e' fatto
cenno" (L. Musti, "Aspetti legali e giuridici del satanismo", l'Osservatore
Romano, 8 febbraio 1997).

 I crimini di mafia, signor mio, sono una cosa seria, e il tanto
discusso articolo 416 bis anche. E' mai possibile suggerire piu' che
velatamente il varo di una legge analoga per i "crimini satanici"? Quale
lucidita' e quale obiettivita' indagatoria si possono mai trovare dietro
affermazioni di questo tipo? Ma dove pensate di vivere? Questo non e' lo
Stato Pontificio. Viviamo in Italia, messere, anzi in Europa, un continente
istituzionalmente laico e aconfessionale! Quale oscuro meandro
inquisitoriale ha potuto sputar fuori gente come Lei e quelli che la
pensano come Lei? Proprio oggi che il Santo Padre chiede perdono per i
crimini dell'Inquisizione, per l'emarginazione e la discriminazione degli
ebrei, per i tanti scienziati vessati e osteggiati dalla Chiesa.
 Vorrei poterLa guardare negli occhi. Davanti a Dio, sissignore,
davanti a Dio (perche' chi Le scrive non e' meno credente di Lei per quanto
possa sembrarLe strano) Lei e i Suoi collaboratori siete corresponsabili
del linciaggio morale, della rovina psichica ed economica, di tre
innocenti. Sperate nel perdono dell'Altissimo, e pregate molto, poiche'
nella Sua infinita misericordia, forse Egli sapra' graziarvi.
 Io no. Reputo le vostre idee e la vostra attivita' un cancro in
seno alla Chiesa, il quale puo' godere di avvalli e amicizie potenti, ma
che non puo' vincere, ne sono certo, perche' Cristo e' altro. Se non ne
fossi piu' che sicuro non mi impegnerei (pacificamente e con battaglie
d'opinione, perche' sono pacifista e garantista) ad estirpare il gene
malato delle Vostre idee dal corpo sano dell'ecumene cristiana.
 

Tomàs Moneda
"Iglesia y Libertad"